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AGROALIMENTARE | Focus UE – febbraio 2026

AGROALIMENTARE | Focus UE – febbraio 2026

giovedì 5 febbraio 2026

L'ufficio di Confcooperative UE e Relazioni estere ospita le più importanti cooperative associate nel settore industriale ortofrutticolo

 

Alla due giorni erano presenti cooperative del calibro di Conserve Italia, Orogel, Vog Products e Funghi Treviso

La due giorni ha visto un primo incontro, il 27 gennaio, con alcuni eurodeputati italiani presso il Parlamento europeo e un secondo incontro, il giorno seguente, presso i nostri uffici di Bruxelles, con la Commissione europea, oltre a diverse organizzazioni UE del settore.

Per quanto concerne il primo incontro, i rappresentanti delle nostre cooperative hanno potuto esternare le proprie preoccupazioni e sensibilità all'onorevole Stefano Bonaccini dei democratici, Stefano Cavedagna dei conservatori e Herbert Dorfmann del PPE. I temi toccati sono stati soprattutto la nuova riforma sui fitofarmaci, il regolamento 1107/2009 in particolare, e il tema packaging che verrà riaperto nell'Omnibus pubblicato dalla Commissione UE a dicembre 2025. Inoltre, le aziende hanno voluto ribadire l'importanza delle cooperative di autotrasformazione italiane, che permettono di mantenere la biodiversità di frutta e verdura nel nostro paese e in tutta Europa. Con grande piacere, gli eurodeputati si sono dimostrati molto ricettivi e pronti a ricevere le istanze delle nostre cooperative.

La mattinata negli uffici di Bruxelles di Confcooperative ha avuto come primo ospite i rappresentanti di Food and Beverage Carton Alliance (FBCA), associazione dell'industria dei cartoni per bevande, che si concentra sulla sostenibilità e sull'innovazione nelle soluzioni di imballaggio. Il tema affrontato è stato il Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che va a impattare in maniera importante sul settore dei succhi di frutta, i quali dal 2030 avranno stringenti obblighi di riuso, al contrario dei settori del latte e del vino, ad esempio, che sono stati esentati. Il secondo ospite è stato il Copa Cogeca, l'organizzazione UE che rappresenta gli agricoltori, che si è soffermata sul tema Omnibus Food and Feed Safety e di conseguenza sul regolamento 1107/2009. Qua, le cooperative hanno evidenziato come sia importante avere lo stesso trattamento per fitofarmaci biologici e convenzionali, la tanto agognata reciprocità dei prodotti e anche l'importanza degli usi minori. Successivamente il gruppo si è confrontato con PROFEL, l'associazione europea dei trasformati di frutta e verdura, dove si è parlato, oltre che di PPWR, di mercato e della Direttiva Breakfast, la quale, oltre a inserire obblighi sulle produzioni di succhi e confetture, apre il tema tanto discusso dell'etichetta di origine di questi prodotti.

Il tema etichettatura d'origine delle confetture si è protratto anche con i rappresentanti della DG AGRI, tra cui il capo unità Mauro Poinelli, poiché la Commissione sta conducendo proprio adesso uno studio d'impatto sul tema e chiede input a tutti in prossimità del settore, tra cui le nostre cooperative. Con la Commissione si è trattato anche il tema dei fitofarmaci, dove si sono ripetute le stesse istanze dette in precedenza, e di PAC, dove c’è stata la conferma che non ci sarà un aumento delle risorse ring-fenced, ma la Commissione andrà incontro agli agricoltori con ulteriore 10% che sarà destinato alle aree rurali e altri 45 miliardi di euro della riserva, che potranno essere ripartiti dagli Stati membri, se questi vorranno.

 


 

Le cooperative accolgono con favore l'adozione da parte della commissione ENVI dell'accordo provvisorio sulla NGT e sollecitano l'approvazione finale in plenaria

Un passo verso la definitiva approvazione delle Nuove Tecniche Genomiche

Confcooperative accoglie con favore il voto decisivo di oggi in seno alla commissione COMENVI del Parlamento europeo, che ha adottato l'accordo provvisorio sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGTs). Le comunità agricole europee desiderano ringraziare il relatore, i relatori ombra e i membri della commissione per l'ampia adozione di questo testo, con 59 deputati favorevoli, 24 contrari e 2 astensioni.

Questo voto rappresenta un nuovo passo verso un quadro UE chiaro e basato sulla scienza, che consente agli agricoltori di accedere all'innovazione e di rimanere produttivi, sostenibili e competitivi. Le NGTs, o TEA, sono già utilizzate in paesi terzi e ulteriori ritardi in Europa rischiano di mettere gli agricoltori dell'UE in una situazione di svantaggio strutturale.

L'accordo provvisorio UE raggiunto il 4 dicembre 2025 tra il Parlamento europeo e il Consiglio, su cui ci si basa oggi, sembra equilibrato e praticabile, nonché il miglior risultato possibile in questa fase per rafforzare gli strumenti a disposizione degli agricoltori, sostenendo al contempo la sicurezza alimentare e la sostenibilità.

Si invita adesso il Parlamento europeo ad approvare l'accordo in seduta plenaria e a inviare un chiaro segnale che l'UE è pronta a fornire ai propri agricoltori gli strumenti necessari ad un'agricoltura resiliente e competitiva in tempi difficili e incerti.

 


 

 

6.000 agricoltori chiedono all'UE misure concrete per salvaguardare la sicurezza alimentare in Europa

6. 000 agricoltori provenienti da 15 Stati membri dell'UE si sono schierati fianco a fianco, bloccando le strade del quartiere europeo di Strasburgo con 1.000 trattori, durante un'azione sostenuta dal COPA-COGECA, per denunciare le conseguenze devastanti di una PAC indebolita e frammentata, di accordi commerciali iniqui, della burocrazia e dell'incertezza normativa che ostacolano gli investimenti sostenibili e il ricambio generazionale, minacciando la sopravvivenza stessa e il futuro dell'agricoltura e della sicurezza alimentare dell'UE

A seguito della mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e in vista di un voto chiave sul commercio al Parlamento europeo, gli agricoltori e le cooperative agricole dell'UE hanno ribadito il loro forte appello alle istituzioni dell'UE anche nella Plenaria di Strasburgo affinché reinvestano nell'agricoltura fornendo risposte politiche concrete su:

  • Una PAC forte, comune e ben finanziata dopo il 2027, insieme a un QFP che fornisca soluzioni, sostenga la competitività e la crescita;
  • Un commercio equo e trasparente che salvaguardi efficacemente i nostri standard di produzione e i settori più sensibili, contribuendo al contempo a migliorare la competitività;
  • Una vera semplificazione, una migliore regolamentazione e un programma di certezza giuridica.
  • L'inclusione dei fertilizzanti nel meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), che è insostenibile per l'agricoltura dell'UE poiché l'Unione non è mai stata autosufficiente nella produzione di fertilizzanti e rimane strutturalmente dipendente dalle importazioni;

Molti eurodeputati di tutti i partiti politici hanno aderito all’azione del Copa Cogeca, riconoscendo l'urgenza delle preoccupazioni degli agricoltori.

In un contesto di condizioni di mercato estremamente pressanti, in cui gli agricoltori sono vittime di una compressione dei prezzi tra l'aumento dei costi dei fertilizzanti e dei fattori di produzione e il calo dei redditi, manca profondamente una visione e una direzione chiare da parte dell'UE in materia di agricoltura e del suo futuro.

Gli agricoltori e le cooperative agricole dell'UE sono i primi a pagare il prezzo dei rivolgimenti geopolitici e dei disordini. Ecco perché non si dovrebbero fabbricare e accettare accordi commerciali squilibrati e imperfetti come quello con il Mercosur. La politica commerciale non può continuare a premiare standard inferiori mentre agli agricoltori europei viene chiesto di fare di più con meno.

L'attuale incertezza globale è un motivo in più per l'UE per investire e proteggere un settore che è alla base stessa del progetto europeo, che sostiene le comunità rurali fornendo ai cittadini alimenti sicuri, di alta qualità e nutrienti, nonché mangimi, carburanti e tanto altro.

 


 

 

La Von der Leyen propone di anticipare i finanziamenti della nuova PAC e aumentare la flessibilità

La presidente della Commissione UE propone un'altra modifica alla PAC provando a venire incontro agli Stati membri

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scritto ai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio, sottolineando i finanziamenti disponibili per l'agricoltura nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 e proponendo una modifica per rendere disponibili più fondi all'inizio del periodo. La mossa è vista in gran parte come un ultimo tentativo di assicurarsi il sostegno di Roma all'accordo commerciale UE-Mercosur, poiché Bruxelles cerca di portare a termine nei prossimi giorni l'accordo bilaterale precedentemente bloccato.

In una lettera indirizzata al presidente cipriota Nikos Christodoulides e alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la politica tedesca afferma che la politica agricola comune (PAC) rimarrà il principale strumento politico dell'UE per garantire agli agricoltori un reddito equo, assicurare la sicurezza alimentare a lungo termine e migliorare il tenore di vita nelle zone rurali. Nell'ambito delle nuove prospettive finanziarie, gli agricoltori beneficeranno di un importo riservato di 293,7 miliardi di euro, avendo anche accesso a un pool più ampio di risorse nei piani di partenariato nazionali e regionali. Per rendere disponibili risorse aggiuntive a partire dal 2028, l'ex ministro della Difesa federale tedesco (2013-2019) propone che gli Stati membri, al momento della presentazione dei loro piani iniziali, possano accedere a fino a due terzi dell'importo normalmente riservato alla revisione intermedia. Ciò rappresenta circa 45 miliardi di euro che potrebbero essere mobilitati immediatamente per sostenere gli agricoltori.

Gli importi riservati alla politica agricola comune e l'accesso anticipato alle risorse della revisione intermedia si aggiungeranno al doppio importo di 6,3 miliardi di euro disponibile per affrontare le perturbazioni del mercato e stabilizzare i mercati agricoli, la cosiddetta rete di sicurezza dell'unità, aggiunge la politica nata a Bruxelles. Gli agricoltori potrebbero anche ricevere pagamenti di crisi dal 10% dell'importo flessibile previsto dai piani di partenariato nazionali e regionali (NRPP) in caso di calamità naturali, eventi climatici avversi o malattie degli animali.

Nella missiva inviata all'inizio di questa settimana, VdL espone anche alcune proposte rivolte alle zone rurali. Come già annunciato a metà novembre, scrive che almeno il 10% delle risorse di ciascun piano di partenariato nazionale e regionale dovrà essere destinato a sostenere gli investimenti nei territori rurali. Gli Stati membri assegneranno la loro quota destinata alle zone rurali alle misure attuate nel settore agricolo nella fase iniziale della programmazione a meno che non decidano di adottare misure specificamente dedicate alle zone rurali. L'obiettivo rurale è fissato a 48,7 miliardi di euro, con la possibilità di aumentarlo a 63,7 miliardi di euro attraverso i prestiti “Catalyst Europe”. Con le modifiche proposte al testo giuridico, nell'allegato, la Commissione continuerà a sostenere il Parlamento europeo e il Consiglio nel processo che porterà all'adozione del quadro finanziario pluriennale. Le modifiche nell'allegato sono volte a consentire agli Stati membri di anticipare alcuni finanziamenti.

 


 

 

La mobilitazione del 18 dicembre del Copa Cogeca, e a cui Confcooperative ha partecipato, suscita risposte istituzionali

A seguito della mobilitazione di 10.000 agricoltori provenienti da tutti i 27 Stati membri dell'UE il 18 dicembre 2025, i ministri dell'Agricoltura dell'UE si sono riuniti oggi in una sessione straordinaria con i commissari Hansen, Šefčovič e Várhelyi, insieme al ministro Panayiotou, presidente attuale del Consiglio UE

Le proposte presentate fino ad ora dalle Istituzioni UE non sono sufficienti ad affrontare la profondità e l'urgenza delle sfide che si presentano sul campo. Gli agricoltori e le cooperative agricole si aspettavano segnali chiari di cambiamento commisurati alla gravità della crisi. Invece, le proposte rischiano di lasciare irrisolti i problemi strutturali fondamentali, minacciando la competitività, la stabilità e il futuro immediato e a lungo termine dell'agricoltura dell'UE, nonché la sicurezza alimentare dell'Europa.

Per quanto riguarda la politica agricola comune (PAC) dopo il 2027, le misure discusse non garantiscono la comunanza e l'integrità strutturale necessarie per una politica forte. Al contrario, rafforzano e promuovono le discrepanze tra gli Stati membri, minando il mercato unico e distorcendo la concorrenza. Inoltre, la seconda serie di miglioramenti in materia di flessibilità finanziaria per gli Stati membri non risolve le preoccupazioni fondamentali degli agricoltori e delle cooperative agricole dell'UE. La PAC rimane dissolta nel Fondo unico, minacciando il reddito degli agricoltori e gli obiettivi fondamentali del trattato.

Per quanto riguarda il commercio equo e la reciprocità, le misure proposte limitano solo in parte i rischi posti dagli accordi commerciali che minacciano gli standard di produzione europei. Il MERCOSUR rimane un accordo imperfetto che danneggerebbe la competitività dell'agricoltura dell'UE e minaccerebbe le fondamenta stesse del suo modello di produzione. Gli agricoltori dell'UE non possono sostenere accordi, come quelli con il Mercosur o il Marocco, che presentano standard di produzione largamente divergenti e compromettono l'equità, la competitività e la resilienza a lungo termine dell'agricoltura europea.

Per quanto riguarda i fertilizzanti, gli aumenti già fino al 20% degli acquisti, dovuti all'entrata in vigore del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), esercitano una pressione insostenibile sul settore agricolo. Come ripetutamente affermato dagli agricoltori e dalle cooperative agricole dell'UE, l'inclusione dei fertilizzanti nel CBAM è insostenibile per l'agricoltura dell'UE, che rimane strutturalmente dipendente dalle importazioni. Il mancato rinvio del CBAM per i fertilizzanti, come richiesto anche da molti ministri dell'Agricoltura, rappresenta un duro colpo per il settore. C'è l'impegno ad agire; questo impegno deve tradursi in azioni immediate per garantire sia la disponibilità che l'accessibilità economica dei fertilizzanti. In più, sebbene l'abolizione delle tariffe MFN su alcune importazioni di fertilizzanti sia un passo positivo, essa rimane largamente insufficiente, in quanto non copre i principali prodotti fertilizzanti utilizzati direttamente dagli agricoltori.

Per quanto riguarda la semplificazione e la certezza del diritto, l'apertura a valutare l'impatto cumulativo della legislazione ambientale (direttiva quadro sulle acque, direttive sulla natura e direttiva sui nitrati), a considerare la proporzionalità e a consultare gli agricoltori sul campo, nonché la possibilità di esaminare strumenti di prevenzione e finanziari per le malattie degli animali, è un segnale positivo. Tuttavia, la semplificazione Omnibus deve tradursi in risultati molto più ampi, concreti e attuabili, mirando a una migliore regolamentazione e allo sblocco di investimenti e autorizzazioni sostenibili.